GRANDI differenze

pubblicato Giugno 24th, 2007 da Barto

Grandi differenze, ebbene sì, ma soprattutto GRANDI. Tutto è immenso, e non mi riferisco ai mega ciccioni, che non ho nemmeno trovato, ma alle strade, alle insegne, alle porzioni, alle auto… tutto.

Prima grande differenza del giorno: la colazione. donuts Donuts e muffin ricoperti da uno strato di zucchero spesso mezzo centimetro, e il classico caffettone luuuuuuuuuuuuuunghissimo alla americana. Poi rotta verso Frisco (così la chiamano gli amici).

Grandi gli autobus, grandi i treni della metro, grandi gli spazi desolati che ricoprono la periferia di questa città. Grandi i camion! E grande la sorpesa quando siamo arrivati in centro! Avevamo notato qualcosa di strano già in treno, ma avevamo pensato di essere i soliti ragazzi di campagna, poco abituati alle grandi città, IM0009 19poi una bandiera sospetta, color arcobaleno, stagliata contro un grattacielo, e infine la GRANDE sorpresa. Non è la bandiera della pace. Ci siamo ritrovati nel bel mezzo della parata del gay pride di San Francisco!! Ed ho un solo commento: stupendo. drag Mamme e bambini, coppie di vecchietti, giovani, giovanissimi, tutti ai bordi delle strade ad assistere alla sfilata. Tutti coinvolti, urlano, applaudono al minimo carro che passa, molti sono gli omosessuali, ma molti no. Ninete volgarità, certamente un po’ di esibizionismo, ma tutto si può riassumere come un gran carnevale cane. Quello che si capisce subito è la grande libertà, perchè come dice Luca ‘gli americani se ne fottono’ , e sembra proprio vero. Non c’è moralismo, non c’è una regola, non c’è bene o male, sembra che qui la legge suprema sia : finchè non mi dai fastidio … e figuratevi a chi danno fastidio dei carri di carnevale, una marea di turisti e un’atmosfera festosa.

Comunque sia, dopo l’overdose di omosessualità (cosa ci vuoi fare) della mattinata, abbiamo deciso di volgere i nostri passi verso il celeberrimo golden gate. IM0009 13 In realtà io sarei andato volentieri anche a uecchia, ma serviva un pretesto e non me lo sono lasciato sfuggire. Le strade qui salgono e scendono, come si vede nei film girati a San Francisco e tra quartiere e quartiere c’è una differenza abissale. Abbiamo incontrato nell’ordine: i grattacieli, le casette marittime bianche con il tetto piatto, chinatown con la pagoda, il quartiere italiano con i tavolini all’aperto, la spiaggia con i surf caricati sulle macchine, ed infine lui, il gigante rosso.

Il Golden Gate è proprio all’imboccatura della baia di San Francisco e divide la baia dall’oceano. E’ immenso, bellissimo, e io non avrei mai pensato di dirlo. La grandezza è l’unica sua vera bellezza, direi che forse è più un simbolo, qualcosa di famoso, ma proprio per questo ha un suo fascino inspiegabile. gg Al centro della baia c’è l’isola di Alcatraz, circondata da barche a vela e wind surf, che ogni tanto vengono brutalmente scacciati da immense chiatte (gli americani se ne fottono) e dal ponte si vede San Francisco in tutto il suo spendore.

Ma in tutto questo non vi ho ancora mai presentato il mio compare di viaggio: trattasi di tipico esemplare di homus emilianus, losco figuro, brutto ceffo, frequentatore dei peggiori bar di Castel S. Pietro, presidente del COLIFIMAC (chi l’indovina vince un premio) , l’ingegner Luca Zoni. Dire che lavoriamo insieme sono parole grosse, ma diciamo che almeno ci divertiamo. Eccovi in anteprima una sua foto sulla skyline di Firsco.

luca

Mo vado a magnà, domani iniziano i cazzi amari, e finalmente scopriremo se siamo arrivati fino qui per tornare con una carrioal piena di …… o di ……

Fatemi un in bocca al lupo.


Un film

pubblicato Giugno 23rd, 2007 da Barto

E’ tutto come nei film. Sono a San Francisco, e scrivo dall’ accesso wireless gratuito che c’è in tutta la città … mica male.

A parte il viaggio straziante, sono in un film. Le auto della polizia, i grattacieli, le highway, i baracchini che vendono le peggiori schifezze, i negoziacci aperti imballando scatoloni per terra, il barbiere di colore con le poltroncine di pelle fissate al pavimento, i mega manifesti pubblicitari, il golden gate … sono qua da due ore e non smetto di guardarmi intorno a bocca aperta.

I negozi hanno le insegne al neon, le vecchiette guidano macchine enormi e il rap esce dai finestrini come se li dovesse sfondare.
Comunque sia il primo hot dog al chili è già andato, me lo ha venduto Lebron James, o il suo sosia.

La cosa più strana è che mi aspettavo una cosa simil New York (sarà l’influenza delle puntate di sex and the city) e invece mi ritrovo più o meno in un pezzo dei Grateful Dead, in mezzo al deserto. Cioè qui c’è il mare, ma dietro c’è il nulla, è tutto spoglio, brullo, infatti i buoni Grateful proprio di qua venivano. Poco distante da qui c’è anche Monterey, che dovrebbe ricordare qualcosa ai fans di Hendrix.

Vabbè, i pensieri sono tanti, troppi al momento, vado a fare una doccia (un cane per la strada mi ha annusato ed è scappato), un programma di quello che voglio fare e poi vedrò di mettere nei prossimi giorni qualche foto, anche se come fotografo sono un disastro.

bye


Little Miss Sunshine (USA, 2006)

pubblicato Giugno 5th, 2007 da Gè

..ovvero  quanto può essere stressante e assurdo per una donna vivere in mezzo agli uomini del più medio dei paesi occidentali: l’America! (come la chiama Marcos) Sheryl ha: -un fratello gay, proustiano convinto (ma non abbastanza da non tentare il suicidio!) -un figlio nichilista più che convinto che sfiora l’autismo volontario (!) -un marito predicatore talmente da convinto da credere realmente a ciò che dice (!!) -un suocero bucomane, convinto e contento … non vi convince!?! Aggiungiamo allora uno dei più tristi degli eventi terreni per una madre: un concorso di bellezze per bambine, e la più felice delle consolazioni: vedere riunita la propria famiglia! In uno dei film più spassosamente cinici sulla vita americana, prende vita il ritratto di tanti piccoli personaggi maschili proiettati all’individualismo e all’arrivismo. Sheryl, e la piccola grande Olive sono le figure femminili che, con sorrisi e abbracci, ridimensionano il tutto, ricucendo legami familiari laddove regnava il nulla. Conrad scrisse: “Essere donna è un compito difficile: consiste essenzialmente nell’avere a che fare con gli uomini”.. quanto è vero..ma il risultato, a volte, è teneramente e terribilmente stupendo!

PREGASI VOTARE: eleggiamo Alan Arkin attore del’anno? Elimino tutti i dubbi chiarendovi le idee: ebbene si, è proprio lui: Bill Boggs, il padre di Kim, la ragazza di Edward Mani di Forbice.. indimenticabile!


Le conseguenze dell’amore (Italia, 2004)

pubblicato Aprile 17th, 2007 da Gè

Come in quello precedente, fin dalle prime scene avevo subito capito dove si svolge anche questo film; ogni città è unica, ma le atmosfere di Lugano sono inconfondibili. E d’altronde, storie al limite della patologia come queste non potrebbero essere ambientate in un posto migliore di una città dove ci sono più banche che case, dove il lago risplende, ma non è mare, e dove la vita è ricca, ma non è vita. Questa storia è una finestra su come potrebbe vivere una qualunque persona che decida di fare riferimento solo a se stessa, sola nella morale, sola negli affetti, sola in ..tutto. Il cinismo, allora, impera e scende sugli occhi come la prigionia di una notte senza sonno, quando l’unica via di fuga sono i sogni, sempre i sogni, e i ricordi più belli, quelli dell’infanzia. Dopo che l’avrete guardato ditemi, infine, chi di voi non si chiederà: di tutti, chi è il mio miglior amico? Probabilmente è la prima che ci siamo chiesti quando siamo arrivati all’asilo, e anche l’ultima che ci chiederemo nel giorno in cui vorremmo riabbracciare quell’amico, e rivivere la gioia autentica di essere accettati da un altro per qulelo che siamo. Il film insegna che: sono i posteri a definire i gesti eroici di chi non c’è più; a volte, quei gesti, erano l’unica disperata alternativa che la vita gli aveva lasciato.


Consumatori digitali

pubblicato Aprile 16th, 2007 da Barto

Giovani del nuovo millenio, unitevi!

Siamo una razza nuova, non più semplici consumatori come i nostri padri, siamo evoluti in consumatori digitali, andandoci a tuffare in un mondo fatto di ignoto, paura ed incertezza.

In questo spazio virtuale non esistono leggi, e si sta combattendo una guerra per definire i nostri nuovi diritti ed i nostri nuovi doveri. Come in ogni guerra due fazioni opposte si disputano la fetta più grande di questa torta digitale:

  1. C’è chi vorrebbe che tutto fosse gratuito e libero, che non vorrebbe pagare più nulla, non proteggere più le creazioni artistiche, vedere gratis cinema, televisione, concerti, spettacoli …
  2. C’è chi invece vorrebbe che ogni canzone potesse essere ascoltata solo una volta nella vita, dopo averla comprata, su una piattaforma di sua scelta, e secondo le proprie condizioni, senza poterla copiare, spostare, modificare …

Probabilmente non ne verremo fuori ancora per molto tempo, e quando ne verremo fuori, sarà auspicabilmente in una sorta di centro tra questi due estremi. Già oggi però in molti presentano possibili soluzioni, e tra le tante quella che per ora mi sembra migliore è quella proposta dai ragazzi di digitalconsumer.org nel loro bill of rights, che tradotto in italiano suona più o meno così:

  1. Gli utenti hanno il diritto di “spostare nel tempo” i contenuti che hanno legalmente acquistato. Questo ti dà il diritto di registrare un video o un audio per vederlo o ascoltarlo più tardi. Ad esempio, puoi utilizzare un registratore VCR per registrare uno show televisivo e guardarlo poi.
  2. Gli utenti hanno il diritto di “spostare nello spazio” i contenuti che hanno legalmente acquistato. Questo ti da il diritto di utilizzare i tuoi contenuti in luoghi diversi (finchè ogni ustilizzo è a fini personali e non commerciali). Ad esempio, puoi copiare un CD su un lettore di musica portatile in modo da poter ascoltare le canzoni mentre fai jogging.
  3. Gli utenti hanno il diritto di fare copie di backup dei propri contenuti. Questo ti dà il diritto di realizzare copie di archivio da utilizzre nel caso in cui le copie originali vengano distrutte.
  4. Gli utenti hanno il diritto di utilizzare i contenuti legalmente acquistati sulla piattaforma di propria scelta. Questo ti dà il diritto di ascoltare musica sul tuo Rio, di guardare la TV sul tuo iMac e di guardare i DVD sul tuo computer Linux.
  5. Gli utenti hanno diritto di tradurre i contenuti legalmente acquistati in formati simili. Questo ti dà il diritto di modificare il contenuto in modo da renderlo maggiormente utilizzabile. Ad esempio, una persona cieca può modificare il proprio e-book in modo che il contenuto possa essere letto ad alta voce.
  6. Gli utenti hanno il diritto di utilizzare la tecnologia per avvalersi dei diritti sopra elencati. Quest’ ultimo diritto garantisce la possibilità di esercitare gli altri diritti. Alcune recenti leggi sul copyright hanno paradossali ossimori che semabrano garantire alcuni diritti ma criminalizzano ogni tecnologia che potrebbe permettertene un effettivo esercizio. Al contrario il “Bill of rights”dice che nessuna barriera tecnologica può privarti del tuo diritto.

Questa non è una traduzione ufficiale, per leggere il testo originale vi rimando al sito ufficiale del bill of rights.

La mia traduzione non è certamente il massimo, e sicuramente bisogna considerare anche le differenze legislative tra un paese e l’altro in materia di digital rights e proprietà intellettuale, soprattutto tra America e Europa. Fatto sta che prima o poi ci sarà bisogno di definire dei principi a livello mondiale, data la facile replicabilità e trasmettibilità (si può dire?) dei contenuti digitali, e questa DigitalConsumer sembra essere proprio sulla buona strada.


Per Aspera Ad Astra

pubblicato Marzo 30th, 2007 da Barto

Ebben no, non è una citazione di Tex Willer, come stavate pensando!

Stoner rock e Scandinavia non sono due parole che si trovano spesso assieme, ma cari miei, mai come in questo caso sono andate d’accordo!
Loro sono svedesi, capelloni, brutti (mi spiace per le fans) e cattivi. Nascono nel 1994 ma raggiungono la piene maturità solamente con questo disco. Non c’è la tristezza della loro patria, o almeno della musica che la caratterizza, questi tirano e basta: rock’n'roll. Le canzoni scorrono via veloci, tanto che arriverete alla fine del disco quasi senza accorgervene … non ci sono riff di chitarra che rimangano in testa o che facciano impazzire, il batterista non è un mostro disumano che fa tremare la terra, il bassista fa il suo porco lavoro, la voce scorre via a volte melodica, a volte più gracchiante, a volte sorretta da un lieve tappeto di tastiere, mai esagerate.

In mezzo a tutto questo, vi ritroverete a scuotere la testa senza nemmeno accorgervene, battendo ritmicamente il piede e mimando con le braccia ogni stacco di batteria, travolgendo tutto ciò che vi circonda. Non parlerei tanto di psicadelia in questo caso, anche se il richiamo alle stelle è sempre forte, e c’è ogni tanto quell’intento sognante tipico dello stoner e in questo senso la copertina parla chiaro.

Insomma, c’è del suono, e del tiro, tutto qua, niente di speciale, tutto secondo la migliore ricetta della tradizione, ma cucinata da cuochi esperti (non avrei mai pensato di dire questo di uno svedese). Imperdibile per gli amanti dello stoner, e per me questa mattina mentre mi sto per addormentare sulla sedia!
buon ascolto


Quale amore (Italia, 2005)

pubblicato Marzo 17th, 2007 da Gè

Io credo che la rivoluzione più importante che ha portato quel genio cocainomane di Freud sia stato insegnare a tutti noi che patologia e normalità non sono due cose separate: forse sono lontane, ma sulla stessa linea. Nel mezzo fra queste polarità opposte, che vivono solo all’estremo, c’è la vita quotidiana. Dopo la visione del film, al cinema c’è stata una discussione fra psichiatra e regista, che tanto ha tolto all’atmosfera creatasi, ma vorrei riportarvi senza farmi influenzare lè emozioni di questa storia d’amore, tra un uomo e una donna molto diversi, ma che si attraggono, un po’ come la salute e la malattia mentale. Alla fine, lui uccide lei (e questo si capisce già dall’incipit). Quale amore, dunque? Senza tanti giri di parole, io confesso che per me l’amore di un uxoricida vale quanto l’amore di un qualsiasi altro uomo; i gesti negativi a cui può portare l’amore non intaccano la sua natura “al di là del bene e del male”. E poi si sa che l’amore ha mille volti, ma io posso testimoniare per uno solo di questi: il volto dell’amore come bisogno-mancanza-assenza- desiderio insoddisfatto. . . cercare il dolore, amare di più una persona quando non c’è, fantasticare sul futuro, scavare nel passato e non consumare il presente, sentirsi più vicini nel momento dell’addio.. Non credo che ci sia contrasto fra la passione positiva che si prova all’inizio e l’odio distruttivo della fine: sono entrambe, come tutte le altre, forme d’amore. Beh.. tornando al film, che però sono certa possa scatenare divagazioni filosofiche non solo in me, vi rimando questa chiave di visione: pensare alla passione estrema come a un’ irruente forza dalla quale lasciarsi dominare, esattamente come la follia. Peccato che nella vita non ci sia tanta grazia per le persone come Andrea, e una volta che il buio è entrato, difficilmente può esserci uno spiraglio di lucidità e libertà per rileggere la propria vita. La sceneggiatura, le musiche, la recitazione di Pasotti renderanno avvincente la narrazione di un gesto osceno ma toccante, come l’amore cui follemente vuole assomigliare.


SATURNO CONTRO (ITALIA, 2007)

pubblicato Febbraio 26th, 2007 da Gè

Andare al cimena a vedere questo film è stato un pò come andare a vedere cosa combinano dei vecchi amici.. e indovinare come si ripete e si conferma Stefano Accorsi, e constatare che Margherita Buy è sempre la migliore .. e poi scoprire Ambra, e riscoprire Serra Yilmaz..e infine trovare che Ozpetek riesce a lavorare bene ogni volta con attori diversi, come un bravo terapeuta che riesce a portare il suo gruppo di pazienti tutti allo stesso livello di lavoro; poi, lasciato da solo, è il gruppo a creare quell’atmosfera magica che renderà speciale ognuno di loro, ma che li salverà tutti allo stesso modo. Senza neppure accennare alla trama, vi segnalo le musiche di Giovani Pellino, questo strano cantante risorto dalla ceneri di quello che fu Neffa, e un talento, rinato a molte vite: Milena Vukotic. Ballerina e attrice di teatro sublime, conosciuta ai più come moglie di Fantozzi prima, e di Lino Banfi poi, è stata recentemente una delle protagoniste de “Le seduttrici” (M.Barker, 2004). Nel film è stata scelta da Ozpetek per vestire i panni di un’infermiera premurosa e cinica, con una parte breve e brillante quasi come quella del collega di “Guardami” (D.Ferrario,1999). Il suo sorriso e le sue battute sono quello che conserverò di questo film, insieme all’immagine emozionante di Davide che cucina con amore per il suo uomo e per i suoi amici… e allora non andare a vedere questo film sarebbe stato un pò come dire di no ad un vecchio zio che organizza una cena di famiglia:su per giù so già cosa ci ha preparato, so di cosa si parlerà e so chi porterà il profiterol e chi il dolce alla frutta, e so anche che tutto forse si ripeterà con le stesse tinte delle cene precedenti..ma so che lì, ad un certo punto, avrò la sensazione assoluta di sentirmi a casa


Biglietti?!

pubblicato Febbraio 26th, 2007 da Barto

Non ce la faccio più… non trovo più i bilglietti per i concerti!!

Il tour di Vasco è esaurito prima di iniziare la prevendita, l’unica data italiana dei Nine Inch Nails non ha nuove disponibilità da un paio di mesi… ok, forse sono arrivato tardi, ma mi sembra ridicolo. Sarà che una volta andavo a vedere solo gruppi metal, e i biglietti c’erano sempre, ma non posso stare una settimana ad aspettare dei bilglietti zappatickets , costantemente collegato ad un sito che non funziona e che è l’unico ormai in Italia ad offrire un servizio di prevendita, con una tassa che ancora non si spiega!

Da quando esiste ticketOne non riesco più a comprare biglietti! Non ci riesce nemmeno il negoziante che si connette allo stesso portale malfunzionante a cui si collegano migliaia di utenti contemporaneamente, paghiamo una tassa sui diritti di prevendita ma a pensarci bene i biglietti in prevendita dovrebbero costare meno, sono posti assicurati e soldi in anticipo!POLICE E che servizio otteniamo? Nullo, schifoso, inefficiente, senza una vera concorrenza.

Fatto sta che iniziano a spuntare nuove date per l’imminente tour dei Police, e non posso assolutamente perdermi quest’ evento epocale, ma non so come fare… Aiuto!!!


Carica!!!!!

pubblicato Gennaio 31st, 2007 da Barto

Iron Maiden   KillersOggi sono carico, o meglio mi devo caricare altrimenti mi scoppia la faccia cari amici.

E quando ho bisogno di carica c’è un approdo sicuro che non tradisce mai, è quello che ha preso il nome di New Wave Of British Heavy Metal, il rock ingelse degli anni ottanta, e in particolare gli Iron Maiden, quelli di Paul Di Anno, Clive Burr, Dennis Stratton Adrian Smith, Dave Murray e Steve Harris. Troppo carichi!!!

update:

Come gentilmente (?) segnalato da uptheiron, che già dal nome si capisce tutto, effettivamente in killers suonava già Adrian Smith al posto di Dennis Stratton. Un grazie di cuore agli educati fan del metallo…