Archivio della categoria: 'Generale'

Cesky Sen (2004, Repubblica Ceca)

Febbraio 11th, 2008

Compito in “ire”: capire il mio sentire dentro il mio agire. Cosa ho sentito guardando questo film? In ordine: curiosità, interesse, accordo, disaccordo, fastidio..e infine, nuovamente curiosità. Questo documentario prodotto da due studenti dell’accademia cinematografica è stato un lavoro tanto innovativo ed esplosivo da essere citato persino in Parlamento. La feroce polemica contro la massificazione dei consumi e il consumo logorante della massa non è stata colta neppure dal Partito Comunista, che si è dissociato. Eppure era un semplice “esperimento”: si pubblicizza l’apertura di un centro commerciale -che in realtà non esisite- e si registra la reazione della gente. Non immaginate neanche cosa ne è venuto fuori! Scopritelo..su Ri-educational Channel!

SPIDER (2002, Canada)

Gennaio 30th, 2008

…tempi duri, tempi di attesa per chi ama l’estate, quando il corpo si sollazza al sole e i neuroni esultano del tempo libero per il sudoku! Eppure, se vi abbandonate al divano con quattro copertine, potete avvertire anche ora quel calore rilassante che permetterà alle vostre capacità intuitive di allenarsi di fronte ad un bel film. Niente noir, nè suspence…se c’è un sottofondo a questa storia è l’angoscia -lo devo premettere- però…eh, beh, però stiamo parlando di un rinomato maestro come Cronenberg, nonchè di una signora malattia mentale, illustre quanto oscura, come la schizofrenia! Lasciatevi dunque emozionare, insieme alle vostre amiche\fidanzate psicologhe, dalla narrazione disadorna e realistica di una storia che v’intrigherà. Al termine della pesante visione non c’è un finale che vi ricompensi, nè una soluzione certa al dilemma portato dal protagonista..ma, miei cari, non prendetela male. Pensatela così: un dubbio è un dono, e non solo per i vostri neuroni. La perplessità è un lusso!

Le vite degli altri (Germania, 2006)

Ottobre 9th, 2007

La vicenda dei protagonisti è un pò la parte che ci si potrebbe assegnare immaginando la propria vita sotto un regime. Dreyman, lo scrittore fedele alle sue idee che cambiano, Jerska, il regista che si prende l’unica libertà che non dovrebbe mai avanzare, e Wiesler che voleva sfogare il suo perverso vouyerismo e che si è scoperto l’homo novus della scena eroica. Nessuno certo vorrebbe mai recitare al posto di Miss “mi vendo” Sieland, nè essere un tenente o un ministro spia, anzichè benefattore, delle vite degli altri. Senza esporre troppo il vostro orientamento politico, cari compagni, vi invito a riflettere insieme sulla DDR e sulla storia dei regimi sovietici     ….                                  \\La libertà solo per i seguaci del governo, solo per i membri di un partito -per numerosi che possano essere- non è libertà.La libertà è sempre unicamente di chi la pensa diversamente /Rosa Luxemburg, 1918\\  Detto questo, posso aggiungere una critica? Un film che merita un oscar non può essere solo spietatamente cinico: deve contenere almeno una scena di pura gioia… non un tocco di umorismo che risollevi il tono del morale, ma un momento di felicità …perchè sarà capitato,no,di farsi una sana risata anche sotto la DDR?!?  Niente serenità, dunque, ma poesia si, e pure tanta   …e se ve la foste persa, eccovela tutta in una delle scene finali, quando Wiesler accompagna Grubitz a casa, e sopra la sua auto si staglia un cielo terso, con sprazzi di luce su rami spogli,abbruttiti dal freddo.. ma sempre protesi verso il sole.

Soom _Soffio(Corea del Sud, 2007)

Settembre 18th, 2007

La scoperta di Kim Ki-duk mi ha sedotto incondizionatamente. Mentre mi narrava questa storia ho vissuto tanti altri momenti nei quali, come ora, come al cinema, mi sono interrogata sul valore della vita, sul valore di una vita. Devo ammettere che ancora _per fortuna_ non ho capito, ma ho raggiunto tante piccole certezze: mi sembra sempre più chiaro, ad esempio, che in ogni epoca gli uomini si siano sforzati di costruire istituti totalizzanti -come i campi di concentramento, le prigioni, le caserme e i manicomi, i collegi, gli orfanotrofi o i conventi- nell’illusione di rinchiudervi l’Uomo… come se allontanandolo dal mondo esterno si possa annientare il mondo che porta in sé. La violenza, le usurpazioni, l’abbandono, l’odio, il dolore possono palesare l’istinto animale, ma non riescono ad invadere e distruggere l’umanità che c’è in lui: anche di questo sono sicura:in qualunque situazione al limite del brutale, per ciascuno c’è una via che lo riporti alla sua umanità. Quel profumo fruttato e quel ricordo consumato, quella carezza negata e quella risata liberata, o il dono di una lacrima che ti sorprende come un’alba oltre la cima della speranza.. tutti abbiamo qualcosa che ci salva. Ed è bello uscire dal cinema e riflettere se i pensieri, superficiali o grevi, aiutano a sentirsi vivi… ed i colori di questo film, anche quelli dell’angoscia e della morte, mi hanno regalato un incanto benefico, vitale.

Popcorner

Agosto 10th, 2007

La radio fa compagnia, in un paese dove per lavorare siamo costretti a passare almeno mezz’ora al giorno (e chi poi non ne passa di più?) in macchina, la radio finisce per assumere un ruolo privilegiato.

La radio accompagna i nostri spostamenti, ci tiene informati, ci fa ridere … fino a metà luglio, dopo di chè la radio rincoglionisce, non si trova più una trasmissione decente, di qualità. Ma al solito è radio2 a fare nuovamente centro, dopo i successi invernali di Viva radio 2, caterpillar, dispenser, 610 and co. mentre tutti rincoglioniscono a suon di inviati al bagno peppino, tutti a chiedersi dove sono andati in vacanza i vipsss, e quanto costano un paio di tette nuove, in questo marasma vacanziero, radio2 salta fuori con Popcorner.

Il programma è di Franceso Adinolfi , lo stesso di suoni e ultrasuoni, per intenderci. Il programma parla di musica, finalmente! Quanti sono i programmi che ascoltiamo solo perchè sanno strapparci una risata? Quante volte ascoltiamo una canzone solo perchè sappiamo che poi ci sarà lo sketch comico che ci piace tanto? Sopportiamo un sacco di musica, ci entrano nel cervello note che nulla c’entrano con noi …

Popcorner invece parla di musica, dall’inizio alla fine, o meglio, usa la musica per parlare del mondo, con leggerezza, senza impegno, basta il titolo di una canzone per collegarla ad un filo logico che percorre la trasmissione, non ci sono grandi pretese, ma la musica è quella che fa la differenza. In due giorni di ascolto ho sentito Zappa, James Brown, gli Speedometer, Sly and the Family Stone … insomma, il funky la fa da padrone, con grande riferimento agli anni settanta e ottanta, il che mi manda in brodo di giuggiole, una bella trasmissione funky … era proprio quello che ci voleva. E il buon Adinolfi sfoggia anche una certa cultura sulla materia, narrando aneddoti ecuriosità, di quelle che non possono non piacere ai piccoli maniaci della musica come me.

Detto questo, non vi resta che ascoltare. Appuntamento tutti i giorni alle 18:00 su radio2 (dove sono i podcast???? arghhh!!??)

Back home

Luglio 1st, 2007

E così si torna a casa, alla fine con risultati positivi, nonostante il culo che ci hanno fatto.

E anche questa l’abbiamo portata a casa.

Stelle e strisce

Giugno 27th, 2007

Oggi l’abbiamo buttata sul tecnologico spinto. Schemi, non schemi, esempi pratici, descrizioni dettagliate di quello che qui si produce e si inventa.

Sinceramente non so come facciano, non entro nei dettagli, ma questi sono talmente sboroni che hanno tre cazzi a testa, e noi italici, con 2000 anni di cultura alle spalle, siamo qua a fare i pesci lessi.

Me ne torno a casa col culo a stelle e strisce.

Fisherman

Giugno 27th, 2007

Sìììììì, finalmente dopo quattro giorni di schifezze siamo riusciti a mangiare! Pesce, fatto bene, finalmente …

Per riuscirci siamo dovuti andare fino al famoso fisherman’s wharf  , il porto dei pescatori di San Francisco. im000989E ho scoperto che siamo stati noi italiani i primi a insegnare a pescare a questo strano popolo, ed evidentemente, già che eravamo lì, gli abbiamo anche insegnato come cucinare il pesce. Gran bazza. Da veri turisti, per arrivare al porto abbiamo preso la cable car , e siamo ancora lì a chiederci come funziona …

Comunque sia il porto è carino, tutto bene, ma la cosa più particolare è che è pieno di musica. C’è musica ovunque, non si capisce niente. Una band che suona del funky spinto, un vecchio hippie con un banjo, un po’ di Bocelli che esce da qualche ristorante italiano, insomma un gran casino. Il pensiero corre veloce verso il buon Les , e al concerto che mi perderò venerdì sera … ‘azz, ho provato a ritardare la partenza, ma non c’è verso. Meglio non pensarci. Comunque ora avrò qualcosa a cui pensare ascoltando Jhon the fisherman e le fisherman’s chronicles.

Università

Giugno 25th, 2007

Il primo giorno è andato bene, a parte un pranzo a base di burritos che mi ha fatto tremare tutto il pomeriggio, tutto è andato bene.

Arriviamo al berkeley wireless research center e facciamo subito un po’ amicizia con i vari partecipanti: India, South Africa, America, England, Holland … and Italy. Non c’è che dire, questo gran mischione di popoli è affascinante. L’ambiente è informale, tutti tranquilli (gli americani se ne fottono) e interessati, un po’ di lezioni pallose, ma il resto tutto bene.

Poi un giro a piedi per il campus di Berkeley, assurdo. univ2 A parte il fatto che sembra di essere nella campanga inglese, prato tagliato corto, tutto perfettissimo, studenti a frotte che prendono il sole sui prati, suonano la chitarra, giocano a freesbee. Ma c’è un pensiero che assilla la mente: dove è finito il meltin pot che c’era fuori??

univ2 1 Insomma, i poliziotti sono tutti afroamericani o asiatici, gli autisti pure, per non parlare dei negozianti e delle miriadi di indiani che vendono vestiti e souvenir. Poi scopro che la tassa annuale di iscrizione a Berkeley si aggira attorno ai 25000$, e capisco tutto. Mi dicono anche che però se sei bravo, ma proprio bravo, ti pagano tutto, e che per quanto tu possa pagare, se non sei una cima non arrivi in fondo. C’è una giustizia in tutto questo? Non saprei, sicuramente è diverso rispetto alla vecchia Europa, sicuramente per noi c’è qualcosa che non va, ma sicuramente i ragazzi che oggi hanno tenuto le lezioni erano americani, cinesi, indiani e afroamericani.
Questa sera poi, birra a casa di Dan, il luminare della scienza che invita tutti (40 persone) a casa sua a farsi una pizza e una birra, in Italia sarebbe mai successo?

GRANDI differenze

Giugno 24th, 2007

Grandi differenze, ebbene sì, ma soprattutto GRANDI. Tutto è immenso, e non mi riferisco ai mega ciccioni, che non ho nemmeno trovato, ma alle strade, alle insegne, alle porzioni, alle auto… tutto.

Prima grande differenza del giorno: la colazione. donuts Donuts e muffin ricoperti da uno strato di zucchero spesso mezzo centimetro, e il classico caffettone luuuuuuuuuuuuuunghissimo alla americana. Poi rotta verso Frisco (così la chiamano gli amici).

Grandi gli autobus, grandi i treni della metro, grandi gli spazi desolati che ricoprono la periferia di questa città. Grandi i camion! E grande la sorpesa quando siamo arrivati in centro! Avevamo notato qualcosa di strano già in treno, ma avevamo pensato di essere i soliti ragazzi di campagna, poco abituati alle grandi città, IM0009 19poi una bandiera sospetta, color arcobaleno, stagliata contro un grattacielo, e infine la GRANDE sorpresa. Non è la bandiera della pace. Ci siamo ritrovati nel bel mezzo della parata del gay pride di San Francisco!! Ed ho un solo commento: stupendo. drag Mamme e bambini, coppie di vecchietti, giovani, giovanissimi, tutti ai bordi delle strade ad assistere alla sfilata. Tutti coinvolti, urlano, applaudono al minimo carro che passa, molti sono gli omosessuali, ma molti no. Ninete volgarità, certamente un po’ di esibizionismo, ma tutto si può riassumere come un gran carnevale cane. Quello che si capisce subito è la grande libertà, perchè come dice Luca ‘gli americani se ne fottono’ , e sembra proprio vero. Non c’è moralismo, non c’è una regola, non c’è bene o male, sembra che qui la legge suprema sia : finchè non mi dai fastidio … e figuratevi a chi danno fastidio dei carri di carnevale, una marea di turisti e un’atmosfera festosa.

Comunque sia, dopo l’overdose di omosessualità (cosa ci vuoi fare) della mattinata, abbiamo deciso di volgere i nostri passi verso il celeberrimo golden gate. IM0009 13 In realtà io sarei andato volentieri anche a uecchia, ma serviva un pretesto e non me lo sono lasciato sfuggire. Le strade qui salgono e scendono, come si vede nei film girati a San Francisco e tra quartiere e quartiere c’è una differenza abissale. Abbiamo incontrato nell’ordine: i grattacieli, le casette marittime bianche con il tetto piatto, chinatown con la pagoda, il quartiere italiano con i tavolini all’aperto, la spiaggia con i surf caricati sulle macchine, ed infine lui, il gigante rosso.

Il Golden Gate è proprio all’imboccatura della baia di San Francisco e divide la baia dall’oceano. E’ immenso, bellissimo, e io non avrei mai pensato di dirlo. La grandezza è l’unica sua vera bellezza, direi che forse è più un simbolo, qualcosa di famoso, ma proprio per questo ha un suo fascino inspiegabile. gg Al centro della baia c’è l’isola di Alcatraz, circondata da barche a vela e wind surf, che ogni tanto vengono brutalmente scacciati da immense chiatte (gli americani se ne fottono) e dal ponte si vede San Francisco in tutto il suo spendore.

Ma in tutto questo non vi ho ancora mai presentato il mio compare di viaggio: trattasi di tipico esemplare di homus emilianus, losco figuro, brutto ceffo, frequentatore dei peggiori bar di Castel S. Pietro, presidente del COLIFIMAC (chi l’indovina vince un premio) , l’ingegner Luca Zoni. Dire che lavoriamo insieme sono parole grosse, ma diciamo che almeno ci divertiamo. Eccovi in anteprima una sua foto sulla skyline di Firsco.

luca

Mo vado a magnà, domani iniziano i cazzi amari, e finalmente scopriremo se siamo arrivati fino qui per tornare con una carrioal piena di …… o di ……

Fatemi un in bocca al lupo.