Soom _Soffio(Corea del Sud, 2007)
Settembre 18th, 2007La scoperta di Kim Ki-duk mi ha sedotto incondizionatamente. Mentre mi narrava questa storia ho vissuto tanti altri momenti nei quali, come ora, come al cinema, mi sono interrogata sul valore della vita, sul valore di una vita. Devo ammettere che ancora _per fortuna_ non ho capito, ma ho raggiunto tante piccole certezze: mi sembra sempre più chiaro, ad esempio, che in ogni epoca gli uomini si siano sforzati di costruire istituti totalizzanti -come i campi di concentramento, le prigioni, le caserme e i manicomi, i collegi, gli orfanotrofi o i conventi- nell’illusione di rinchiudervi l’Uomo… come se allontanandolo dal mondo esterno si possa annientare il mondo che porta in sé. La violenza, le usurpazioni, l’abbandono, l’odio, il dolore possono palesare l’istinto animale, ma non riescono ad invadere e distruggere l’umanità che c’è in lui: anche di questo sono sicura:in qualunque situazione al limite del brutale, per ciascuno c’è una via che lo riporti alla sua umanità. Quel profumo fruttato e quel ricordo consumato, quella carezza negata e quella risata liberata, o il dono di una lacrima che ti sorprende come un’alba oltre la cima della speranza.. tutti abbiamo qualcosa che ci salva. Ed è bello uscire dal cinema e riflettere se i pensieri, superficiali o grevi, aiutano a sentirsi vivi… ed i colori di questo film, anche quelli dell’angoscia e della morte, mi hanno regalato un incanto benefico, vitale.




