Archivio di Giugno, 2007

Stelle e strisce

Giugno 27th, 2007

Oggi l’abbiamo buttata sul tecnologico spinto. Schemi, non schemi, esempi pratici, descrizioni dettagliate di quello che qui si produce e si inventa.

Sinceramente non so come facciano, non entro nei dettagli, ma questi sono talmente sboroni che hanno tre cazzi a testa, e noi italici, con 2000 anni di cultura alle spalle, siamo qua a fare i pesci lessi.

Me ne torno a casa col culo a stelle e strisce.

Fisherman

Giugno 27th, 2007

Sìììììì, finalmente dopo quattro giorni di schifezze siamo riusciti a mangiare! Pesce, fatto bene, finalmente …

Per riuscirci siamo dovuti andare fino al famoso fisherman’s wharf  , il porto dei pescatori di San Francisco. im000989E ho scoperto che siamo stati noi italiani i primi a insegnare a pescare a questo strano popolo, ed evidentemente, già che eravamo lì, gli abbiamo anche insegnato come cucinare il pesce. Gran bazza. Da veri turisti, per arrivare al porto abbiamo preso la cable car , e siamo ancora lì a chiederci come funziona …

Comunque sia il porto è carino, tutto bene, ma la cosa più particolare è che è pieno di musica. C’è musica ovunque, non si capisce niente. Una band che suona del funky spinto, un vecchio hippie con un banjo, un po’ di Bocelli che esce da qualche ristorante italiano, insomma un gran casino. Il pensiero corre veloce verso il buon Les , e al concerto che mi perderò venerdì sera … ‘azz, ho provato a ritardare la partenza, ma non c’è verso. Meglio non pensarci. Comunque ora avrò qualcosa a cui pensare ascoltando Jhon the fisherman e le fisherman’s chronicles.

Università

Giugno 25th, 2007

Il primo giorno è andato bene, a parte un pranzo a base di burritos che mi ha fatto tremare tutto il pomeriggio, tutto è andato bene.

Arriviamo al berkeley wireless research center e facciamo subito un po’ amicizia con i vari partecipanti: India, South Africa, America, England, Holland … and Italy. Non c’è che dire, questo gran mischione di popoli è affascinante. L’ambiente è informale, tutti tranquilli (gli americani se ne fottono) e interessati, un po’ di lezioni pallose, ma il resto tutto bene.

Poi un giro a piedi per il campus di Berkeley, assurdo. univ2 A parte il fatto che sembra di essere nella campanga inglese, prato tagliato corto, tutto perfettissimo, studenti a frotte che prendono il sole sui prati, suonano la chitarra, giocano a freesbee. Ma c’è un pensiero che assilla la mente: dove è finito il meltin pot che c’era fuori??

univ2 1 Insomma, i poliziotti sono tutti afroamericani o asiatici, gli autisti pure, per non parlare dei negozianti e delle miriadi di indiani che vendono vestiti e souvenir. Poi scopro che la tassa annuale di iscrizione a Berkeley si aggira attorno ai 25000$, e capisco tutto. Mi dicono anche che però se sei bravo, ma proprio bravo, ti pagano tutto, e che per quanto tu possa pagare, se non sei una cima non arrivi in fondo. C’è una giustizia in tutto questo? Non saprei, sicuramente è diverso rispetto alla vecchia Europa, sicuramente per noi c’è qualcosa che non va, ma sicuramente i ragazzi che oggi hanno tenuto le lezioni erano americani, cinesi, indiani e afroamericani.
Questa sera poi, birra a casa di Dan, il luminare della scienza che invita tutti (40 persone) a casa sua a farsi una pizza e una birra, in Italia sarebbe mai successo?

GRANDI differenze

Giugno 24th, 2007

Grandi differenze, ebbene sì, ma soprattutto GRANDI. Tutto è immenso, e non mi riferisco ai mega ciccioni, che non ho nemmeno trovato, ma alle strade, alle insegne, alle porzioni, alle auto… tutto.

Prima grande differenza del giorno: la colazione. donuts Donuts e muffin ricoperti da uno strato di zucchero spesso mezzo centimetro, e il classico caffettone luuuuuuuuuuuuuunghissimo alla americana. Poi rotta verso Frisco (così la chiamano gli amici).

Grandi gli autobus, grandi i treni della metro, grandi gli spazi desolati che ricoprono la periferia di questa città. Grandi i camion! E grande la sorpesa quando siamo arrivati in centro! Avevamo notato qualcosa di strano già in treno, ma avevamo pensato di essere i soliti ragazzi di campagna, poco abituati alle grandi città, IM0009 19poi una bandiera sospetta, color arcobaleno, stagliata contro un grattacielo, e infine la GRANDE sorpresa. Non è la bandiera della pace. Ci siamo ritrovati nel bel mezzo della parata del gay pride di San Francisco!! Ed ho un solo commento: stupendo. drag Mamme e bambini, coppie di vecchietti, giovani, giovanissimi, tutti ai bordi delle strade ad assistere alla sfilata. Tutti coinvolti, urlano, applaudono al minimo carro che passa, molti sono gli omosessuali, ma molti no. Ninete volgarità, certamente un po’ di esibizionismo, ma tutto si può riassumere come un gran carnevale cane. Quello che si capisce subito è la grande libertà, perchè come dice Luca ‘gli americani se ne fottono’ , e sembra proprio vero. Non c’è moralismo, non c’è una regola, non c’è bene o male, sembra che qui la legge suprema sia : finchè non mi dai fastidio … e figuratevi a chi danno fastidio dei carri di carnevale, una marea di turisti e un’atmosfera festosa.

Comunque sia, dopo l’overdose di omosessualità (cosa ci vuoi fare) della mattinata, abbiamo deciso di volgere i nostri passi verso il celeberrimo golden gate. IM0009 13 In realtà io sarei andato volentieri anche a uecchia, ma serviva un pretesto e non me lo sono lasciato sfuggire. Le strade qui salgono e scendono, come si vede nei film girati a San Francisco e tra quartiere e quartiere c’è una differenza abissale. Abbiamo incontrato nell’ordine: i grattacieli, le casette marittime bianche con il tetto piatto, chinatown con la pagoda, il quartiere italiano con i tavolini all’aperto, la spiaggia con i surf caricati sulle macchine, ed infine lui, il gigante rosso.

Il Golden Gate è proprio all’imboccatura della baia di San Francisco e divide la baia dall’oceano. E’ immenso, bellissimo, e io non avrei mai pensato di dirlo. La grandezza è l’unica sua vera bellezza, direi che forse è più un simbolo, qualcosa di famoso, ma proprio per questo ha un suo fascino inspiegabile. gg Al centro della baia c’è l’isola di Alcatraz, circondata da barche a vela e wind surf, che ogni tanto vengono brutalmente scacciati da immense chiatte (gli americani se ne fottono) e dal ponte si vede San Francisco in tutto il suo spendore.

Ma in tutto questo non vi ho ancora mai presentato il mio compare di viaggio: trattasi di tipico esemplare di homus emilianus, losco figuro, brutto ceffo, frequentatore dei peggiori bar di Castel S. Pietro, presidente del COLIFIMAC (chi l’indovina vince un premio) , l’ingegner Luca Zoni. Dire che lavoriamo insieme sono parole grosse, ma diciamo che almeno ci divertiamo. Eccovi in anteprima una sua foto sulla skyline di Firsco.

luca

Mo vado a magnà, domani iniziano i cazzi amari, e finalmente scopriremo se siamo arrivati fino qui per tornare con una carrioal piena di …… o di ……

Fatemi un in bocca al lupo.

Un film

Giugno 23rd, 2007

E’ tutto come nei film. Sono a San Francisco, e scrivo dall’ accesso wireless gratuito che c’è in tutta la città … mica male.

A parte il viaggio straziante, sono in un film. Le auto della polizia, i grattacieli, le highway, i baracchini che vendono le peggiori schifezze, i negoziacci aperti imballando scatoloni per terra, il barbiere di colore con le poltroncine di pelle fissate al pavimento, i mega manifesti pubblicitari, il golden gate … sono qua da due ore e non smetto di guardarmi intorno a bocca aperta.

I negozi hanno le insegne al neon, le vecchiette guidano macchine enormi e il rap esce dai finestrini come se li dovesse sfondare.
Comunque sia il primo hot dog al chili è già andato, me lo ha venduto Lebron James, o il suo sosia.

La cosa più strana è che mi aspettavo una cosa simil New York (sarà l’influenza delle puntate di sex and the city) e invece mi ritrovo più o meno in un pezzo dei Grateful Dead, in mezzo al deserto. Cioè qui c’è il mare, ma dietro c’è il nulla, è tutto spoglio, brullo, infatti i buoni Grateful proprio di qua venivano. Poco distante da qui c’è anche Monterey, che dovrebbe ricordare qualcosa ai fans di Hendrix.

Vabbè, i pensieri sono tanti, troppi al momento, vado a fare una doccia (un cane per la strada mi ha annusato ed è scappato), un programma di quello che voglio fare e poi vedrò di mettere nei prossimi giorni qualche foto, anche se come fotografo sono un disastro.

bye

Little Miss Sunshine (USA, 2006)

Giugno 5th, 2007

..ovvero  quanto può essere stressante e assurdo per una donna vivere in mezzo agli uomini del più medio dei paesi occidentali: l’America! (come la chiama Marcos) Sheryl ha: -un fratello gay, proustiano convinto (ma non abbastanza da non tentare il suicidio!) -un figlio nichilista più che convinto che sfiora l’autismo volontario (!) -un marito predicatore talmente da convinto da credere realmente a ciò che dice (!!) -un suocero bucomane, convinto e contento … non vi convince!?! Aggiungiamo allora uno dei più tristi degli eventi terreni per una madre: un concorso di bellezze per bambine, e la più felice delle consolazioni: vedere riunita la propria famiglia! In uno dei film più spassosamente cinici sulla vita americana, prende vita il ritratto di tanti piccoli personaggi maschili proiettati all’individualismo e all’arrivismo. Sheryl, e la piccola grande Olive sono le figure femminili che, con sorrisi e abbracci, ridimensionano il tutto, ricucendo legami familiari laddove regnava il nulla. Conrad scrisse: “Essere donna è un compito difficile: consiste essenzialmente nell’avere a che fare con gli uomini”.. quanto è vero..ma il risultato, a volte, è teneramente e terribilmente stupendo!

PREGASI VOTARE: eleggiamo Alan Arkin attore del’anno? Elimino tutti i dubbi chiarendovi le idee: ebbene si, è proprio lui: Bill Boggs, il padre di Kim, la ragazza di Edward Mani di Forbice.. indimenticabile!