Archivio di Ottobre, 2006

Romanzo criminale (2005)

Ottobre 31st, 2006

Guardate questo film,e non cercate di capire fin dalle prime battute se vi piacerà… dopo poco, tolte le maschere ai belli nostrani, conoscerete dei personaggi stupendi, maschi, perfetti nel loro ardore selvaggio, incivile, tirannico, borgataro. Troverete anche tre donne che, pur di stare accanto al proprio uomo, si macchiano con il sesso, il dolore, l’attesa, l’ignoranza, la morte… e in questo essere schiave della passione sta la loro libertà. Siamo un pò negli anni di Paz! guardati però con l’occhio capitolino, che poteva vedere sfilare per mano potere e corruzione, ideali acerbi e antichi ancori, voglia di nuovo e vecchie maniere. Sono gli anni in cui Pasolini aveva già capito tutto. Nella vita di questi ragazzi non scoprirete amore materno nè rispetto filiale, nè pietà fraterna… all’inizio sembra resistere la sacralità dell’amicizia, ma verrà tradita anche quella. La scena finale sembra il realizzarsi di un sogno del regista o dello spettatore, ma non dei quattro ragazzi, diventati solo macerie, resti di un’esplosione innescata molto prima dalle loro stesse mani. Molto rumore che finisce nel nulla? No, perchè restano i morti, resta la paura che ci portiamo dietro, quella vera, quella della nostra gente che ancora piange le stragi senza colpevoli, e non per il terrore mediatico indotto dai vari 11 settembre. In fondo il titolo ci aveva avvisato: è un romanzo, ma non può far sognare perchè è sempre criminale… ma bruciano le emozioni che ci regala, brillano mentre divampa questa storia vera, coprendo di cenere tutte le storielle tiepide che popolano le nostre grigie emeroteche.

Shadows and light

Ottobre 25th, 2006

Cosa sia la fusion se lo sono chiesto in molti, forse in troppi, senza riuscire a darsi una risposta ben precisa. Fatto sta che il grosso problema è che questa musica è stata in larga parte inascoltabile, insomma, almeno per una persona che non suona, musica per i musicisti, e certo questo non è un pregio. Come al solito per rimettere a posto le cose è servita una donna. Una donna con una voce da fare invidia a Mina (ok, forse esagero) accompagnata dai più grandi musicisti dell’ epoca, e parliamo dell’ anno 1980. Pastorius e Metheny, per dirne due, si mettono al servizio di questa signorina suonando come due turnisti qualsiasi, dimessi, accompagnamento. Chiaramente qualche assolo scappa, ma il clima resta lo stesso, caldo, orecchiabile, suadente.jonimitchell shadowsandlight Le note arrivano naturali all’ orecchio, ma sia le composizioni che gli arrangiamenti non sono complicati, di più! Quello che fa la differenza al solito è la voce, la melodia, che scorre naturale anche nei momenti di maggior dissonanza, e il basso che contemporaneamente canta e accompagna, melodia ritmo e armonia allo stesso tempo, ma dopotutto non parliamo mica di un cretino qualsiasi! I pezzi spaziano dal boogie, al funky, a qualche accenno di rock e blues, mentre alcuni momenti chitarra-voce restano indimenticabili. Insomma un grande disco, uno di quelli da non perdere assolutamente, un disco che ha insegnato tanto a tanti musicisti, e che per me rappresenta in qualche modo lo stato dell’ arte di un’ epoca, ormai conclusa.

P.S. Se cercate bene esiste anche un video di questo concerto, ah sì, mi ero dimenticato di dirvi che il disco è semplicemete la registrazione di un concerto! Divertitevi!

Maiali (part 2)

Ottobre 10th, 2006

Jane  s Addiction album Anche questa storia di maiali ha inizio molto tempo fa.
Perry Farrel, prima di diventare quello che tutti oggi conoscono, cantava in una band in cui credeva molto, il classico gruppetto della parrocchia con cui tutti iniziano a suonare; solo che i suoi amici invece di tifare per Dio, tifavano per Krishna. Tutto andava bene, la musica funzionava, i concerti erano pieni di gente, ma non ci si divertiva. Tutti i membri della band, a parte Farrell, erano infatti una sorta di setta ascetica: si astenevano da tutto, compresi sesso e droghe, per poi sfogarsi solo in onore della loro divinità. Farrell che era già uno di quei ragazzi con cui mamma e papà non vogliono che esci la sera, perchè ti divertiresti troppo, non riuscì a resistere e mandò tutto a monte sciogliendo la band e proseguendo da solo la propria carriera musicale.
Qualche anno dopo però, ripensando alle esperienze mistiche vissute con i suoi vecchi compari, realizzò una grande verità, cioè che i maiali sono molto più vicini allo zen di quanto non lo siano gli uomini. I maiali sono felici! Non hanno bisogno di niente! Così ne scrisse pigs in zen, canzone che andrà a far parte del primo disco dei Jane’s Addiction:

Oh, I know about war
But I just wanna fuck
I know about pain and suffering and being cold
But I just wanna fuck

Ora, non voglio tirare delle conclusioni affrettate, ma effettivamente per essere delle star del rock forse non è necessaria tutta questa profondità di pensiero: viva i maiali!

Maiali (part 1)

Ottobre 7th, 2006

Maiali, maiali sulle ali, maiali da guerra, maialini e chi più ne ha più ne metta, fatto sta che il rock’n'roll è pieno di maiali. Effettivamente guardandosi intorno non deve essere difficile trovare spunti per poter dedicare una canzone al nobile animale, padre di milioni di ciccioli, e di alcune mie forti indigestioni.

Ed ecco dunque prendere il via questo percorso, che potremmo felicemente intitolare la musica dei maiali, così giusto per vedere come alcuni tra i più grandi rappresentanti della musica contemporanea abbiano trovato tante somiglianze tra noi e il nostro amico rosellino, o abbiano provato talmente tanto amore per questa creatura da non poter evitare di dedicargli almeno una canzone.

Iniziamo quindi questo viaggio con quella che forse è la fonte più autorevole dell’ intera collezione, così giusto per far vedere che non è che siam qua a sparare cazzate: Piggies dei Beatles. Pubblicata nel 1968, la canzone ci presenta un semplice paragone tra uomini e maiali, deridendo il bon ton della società inglese , almeno credo … comunque sia parla di maiali, e questo è quello che conta!!

In their styes with all their backing
They don’t care what goes on around
In their eyes there’s something lacking
What they need’s a damn good whacking.
Everywhere there’s lots of piggies
Living piggy lives ….

Anche questa volta, quella grande ruminante che è la rete ci ha risputato fuori qualcosa di interessante

Naima 2006

Ottobre 4th, 2006

Anche quest’ anno riapre il Naima club. Che dire di questa simpatica realtà? Che sono gli unici a proporre da anni qualche concerto interessante a Forlì, e per questo hanno tutto il mio amore.

Come ormai consuetudine il programma è completamente incentrato sul blues e sullo swing, alternando musicisti più o meno sconosciuti a grandi nomi del panorama internazionale. E’ abbondante la presenza di gruppi emergenti e avanguardistici, tra cui gli Holmes Brothers i Procol Harum e colui che da tutti è considerato come la nuova speranza del blues: Bobby Solo!! bobby

A parte questi concerti da nostalgici degli anni sessanta merita una capatina il concerto di Ray Gelato che sarà senza dubbio uno spettacolo imperdibile. Altri momenti interessanti potrebbero essere i The Twin Dragons, blues/rock band diretta da Andrea Braido (Vasco, Zucchero, Baccini …), il grande Lucky Luciano con i suoi The Good Fellas e Germano Montefiori con la Germano Montefiori Swing Band.
Abbondano poi nomi che ai seguaci del blues diranno sicuramente qualcosa, leggo di grandi armonicisti e cantanti/esse, ma che a me non dicono niente, quindi lasci ad altri un giudizio.

Un’ ultima nota sul Naima: come tutti gli anni per poter entrare bisogna essere tesserati, costo 5 eurini, i concerti non costano un’ esagerazione, ma nemmeno poco, dai 10 ai 20 eurini. Fatto sta che lo scorso anno mi sono tesserato per andare a vedere Vernon Raid ed è stato il concerto con l’acustica peggiore a cui io abbia mai assistito, veramente uno schifo. Voglio sperare che sia stato solo un caso dovuto a scimmie mutanti che distruggevano i woofer delle casse, così quest’ anno mi tessererò nuovamente, sperando nella clemenza della grande scimmia.

P.S. Per chi è interessato, sul volantino contenente il programma del naima c’è una riduzione del 50% per il prossimo MEI, approfittatene.

Afterhours, Estragon

Ottobre 3rd, 2006

Manuel Agnelli3Dopo qualche anno dall’ ultima volta torno a vedere gli Afterhours che nel frattempo hanno pubblicato due bei dischi. Entro ricco di aspettative e mi accoglie un Estragon affollatissimo e fumoso, e già iniziamo bene! Un paio di birre durante l’esibizione del gruppo spalla e subito inizia il concerto.

Partono carichi questi ragazzi, con una formazione più ricca del solito che racchiude un uomo tuttofare con la faccia da metallaro svedese (tastierista, percussionista, sassofonista ….) ed un Manuel Agnelli insolitamente affabile nei confronti del pubblico, anche se manda a cagare un ragazzo che compie gli anni. Il concerto è bello, nuovi pezzi e grandi classici della band si alternano sapientemente, forse un momento limone un po’ troppo lungo rischia di far scendere la catena ai fans più sfegatati che comunque sembrano apprezzare, anche se, non c’è che dire, il tempo passa per tutti e il concerto non è certo quel rock esplosivo che alcuni si aspetterebbero. Molti pezzi lenti, molti momenti morti, ma nessuno ci fa caso. I vecchi pezzi, ormai i classici, vengono rispolverati da nuovi arrangiamenti, una bellissima versione di 1996 manda in visibilio il pubblico appena prima che la band vada un attimo a tirarsela dietro al palco.

Rientrano sulle note di the long and winding road che Agnelli millanta come un suo pezzo di fronte ad un pubblico che sembra non aver mai ascoltato i Beatles e non capisce le sue battute… io rido sommessamente per non risultare troppo arrogante, ma il ragazzo tira fuori una voce che fino ad ora era rimasta nascosta, e parte un gran finale di concerto. Agnelli si trasforma improvvisamente in un rocker, inizia a sputare per aria dei catarri che immancabilmente gli ricadono in testa, urla come un pazzo (se c’è una cosa che mi piace è come urla), striscia il manico della chitarra sull’asta del microfono per poi girarla e suonarla come un bongo. Un animale, ed è così che ci piace. Chiude immancabilmente il concerto male di miele cantata a squarciagola massaggiandosi la mano sinistra che sembra non essere più quella di una volta. Un bel concerto, un concerto vero, suonato dall’ inizio alla fine da un rocker che si sente vecchio e forse per questo ancora più bello.

Chiudo questo post con una nota positiva sull’ estragon che continua a far pagare 10 euri i biglietti dei concerti, ma come fanno? Allora tutti gli altri sono ladri?