Archivio di Dicembre, 2005

Linux nell’ università?

Dicembre 22nd, 2005

Di tutto quello che succede nel mondo del software libero, l’unico che sembra non accorgersene è lo stato, con le sue istituzioni. E’ di qualche giorno fa la notizia che il CRUI (conferenza dei rettori delle università italiane), ha scelto di non utilizzare l’open source all’interno degli atenei, come strumento di apprendimento per gli studenti, ritenendo più valida l’offerta fatta loro da microsoft a cui fanno una pubblicità sfrenata nel loro ultimo comunicato stampa. La scelta, sinceramente imbarazzante, mostra una completa ignoranza da parte delle istituzioni sull’argomento software libero, che poi ad andare a scavare sono sicuro ci siano ben altre motivazioni. Da quello che si capisce dal comunicato sembra che grazie all’accordo stipulato, gli studenti potranno acquistare prodotti microsoft ad un prezzo scontato fino allo 80%, incrementando così il mercato microsoft, ed assuefacendo i futuri ingenieri, informatici ecc… al non ragionamento, e nascondendo loro le alternative possibili. Personalmente, credo di riuscire ad avere accesso alle ultime tecnologie, senza bisogno di pagare neanche una lira.
Quello che fa riflettere è che le università dovrebbero proporre un certo modello di cultura, dovrebbero promuovere l’innovazione italiana, dovrebbero utilizzare i nostri soldi nel modo migliore possibile.

Comunque sulle motivazioni per cui non ritengo che questa scelta sia giusta, è stato scritto un bellissimo documento, leggetelo e firmate la petizione!

Linux nella scuola italiana

Dicembre 14th, 2005

Chi di voi ha mai sentito parlare di linux a scuola? E’ già tanto quando la scuola mette in mano agli studenti un computer! Ma non è così dappertutto.
Ho scoperto, su Linux Journal una serie di articoli, scritti da Marco Fioretti, sull’ utilizzo di linux nelle scuole italiane (i link sono in fondo alla pagina).
Quello che ne emerge è il racconto di sette esperienze interessantissime, su come il software libero nella scuola possa essere facilmente utilizzato, e porti ad ottimi risultati.

In macchina

Dicembre 13th, 2005

Esiste la musica che si ascolta in macchina.
E’ un genere particolare… la mia scelta sul vincitore ricade su VS dei Pearl Jam, in particolare Rearview mirror.

Saw things
Clearer
Once you, were in my…Rearview mirror…

I gather speed from you fucking with me
Once and for all I’m far away
I hardly believe, finally the shades…are raised…hey…

Saw things so much clearer
Once you, once you…
Rearview mirror

Naturalmente, Vasco a parte. (i brutti commenti su Vasco li cancello).

Sahana

Dicembre 12th, 2005

Sahana means “Relief” in Sinhalese.

As the name itself implies, Sahana is a free and open source Disaster Management System.It mainly facilitates management of Missing people, disaster victims, Managing and administrating various organizations, managing camps and managing requests and assistance in the proper distribution of resources.

Ho scoperto in questi giorni, leggendo l’ultimo numero di free software magazine, l’interessantissimo progetto Sahana. Sahana è un sistema per la gestione dei disastri (nel mio inglese scolastico), sviluppato da un gruppo di volontari, in occasione dello tsunami che ha colpito recentemente lo Sri-Lanka. Ora, in realtà questa storia fa un po’ pensare. Dopo lo tsunami in Sri-Lanka era un casino: niente comunicazioni, niente computers, un sacco di persone disperse e senza casa, mille ong e associazioni governative che piombavano nel paese, ed il tutto è da organizzare!! Serve un software. Grazie al blogger Sanjiva Weerawarana scatta una cooperazione tra volontari per realizzare il software che serve. Nel frattempo IBM dona una decina di portatili ad uso dei volontari, e microsoft fa attendere una settimana prima di sborsare una decina di licenze gratuite per i volontari… va bè, così è il mondo. Comunque lo sviluppo dura 15 giorni, poi il software è operativo e funzionale. Ora il software è stato raffinato rispetto alla prima frettolosa versione, ed è in alfa con la versione 3 e Sahana è stato usato più recentemente anche in Pakistan.
Quello che mi piace di questa storia è che tutto questo non sarebbe stato possibile senza software libero, ci si sarebbe impelagati in licenze, compatibilità, autorizzazioni, e non ci sarebbe stato aiuto per chi ne aveva bisogno. E il bello del software libero forse è proprio questo: persone che scrivono software, senza nient’ altro in mezzo. Come la differenza che c’è tra un concreto jazz e una casa discografica. Tutti i vantaggi del software libero in questo caso sono stati messi in evidenza dalla crisi, ma il tutto a dimostrazione di un modello di sviluppo efficiente, collaborativo, UMANO! Ma soprattutto, nessun altro, se non ci fosse stato questo gruppo di volontari, si sarebbe preoccupato di fornire a chi stava morendo il necessario per affrontare questa crisi, nessun gigante dell’ informatica si sarebbe mobilitato, fanno fatica a regalare dieci computer, figuriamoci un software! Non ci resta che fare i complimenti agli ideatori e realizzatori del progetto Sahana, augurandoci di non dover mai usare il loro software.